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Seoul, South Korea

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L’arte, da secoli, fa stare bene le persone, si sa.
E’ una cosa incontestabile: l’arte ci aiuta a superare ansie e paure, migliora la nostra vita e quella delle persone che ci sono vicine.
Ovviamente, ognuno di noi concepisce l’arte in modo diverso: io posso emozionarmi davanti a un quadro, mia madre vedendo uno spettacolo di danza, mentre tu ascoltando la musica. Siamo tutti diversi e l’arte è talmente vasta da riuscire a racchiudere tutti noi al suo interno con le nostre mille sfaccettature. 

A proposito dell’arte e dei suoi benefici, oggi vogliamo condividere con voi la potenza di un genere musicale, il K-Pop. Esso è ormai amato in tutto il mondo, e se non ne hai ancora sentito parlare probabilmente è perchè stai vivendo sotto una roccia: cercando di dargli una definizione formale, il K-Pop è musica moderna che contiene al suo interno centinaia di generi differenti, cantata e suonata da gruppi di cantanti coreani. 

Perchè parliamo di K-Pop oggi? Può sembrare un’assurdità a primo acchitto, ma molti fan del K-Pop sostengono che dopo averlo scoperto la loro vita è cambiata, in positivo. Alcuni fan raccontano di come sia una fonte di fuga in periodi particolarmente stressanti e/o difficili, di come sia un mezzo per allargare i propri orizzonti e far prendere consapevolezza alle persone che oltre all’occidente c’è molto di più, perchè la musica e l’arte sono universali ed è bello spaziare tra vari parti del mondo.

“Please use me, use BTS to love yourself” – Kim Namjoon

Una cosa è certa: la musica k-pop, con i suoi migliaia di video divertenti, le coreografie ed esibizioni live offre un’opportunità per staccare dalla quotidianità spesso pesante, e crea gratificazione in colui che l’ascolta. E’ come una luce colorata che porta più colore e entusiasmo nella vita di tutti i giorni, e che spesso si rivela essere uno strumento che porta alla crescita personale dell’ascoltatore: tramite la sconfitta di insicurezze, la conquista della consapevolezza di sé e del mondo.

Vi sembra esagerato? Prima di giudicare, ricordatevi che essere un fan non è solo godere della musica degli artisti preferiti, è molto altro. I fan sostengono i loro idoli insieme, ne celebrano i successi e condividono persino le loro vittorie e i loro fardelli personali insieme; ciò crea un sentimento fortemente identitario in tutti i fan. 

Abbiamo deciso quindi di chiedere proprio ai protagonisti, i fan del K-pop, di raccontarci come si sentono a far parte di questa incredibile community e che cosa è cambiato in loro da quando hanno iniziato ad ascoltare questo genere musicale. Ecco le loro esperienze: 

“Quando ho iniziato ad ascoltare il K-Pop mi sentivo in imbarazzo perché non sono adolescente e mi sembrava di comportarmi come tale ma, parlando con amiche, ho capito che così non era. I miei ultimi 10 anni sono stati molto pesanti e dolorosi dopo la malattia di mia mamma e il licenziamento dal lavoro per mobbing e gaslighting. Ascoltare questa musica, guardare K-drama, seguire i racconti su YouTube sulla cultura coreana sono motivo di svago e concentrarmi su tematiche nuove mi alleggerisce la pesante quotidianità. Inoltre sto cercando d’imparare il coreano!”
Sara, anni 46

Grazie al kpop sono riuscito a ritrovare il mio essere me stesso, a diventare più aperto da un punto di vista mentale e culturale, e ad accettare le cose e le persone come sono. Il primo gruppo kpop che ho scoperto, oltre a BTS, Blackpink e Psy che vanno di moda in Italia (Psy un po’ meno), sono le Twice che, come musica e concept, mi rispecchiano molto da un punto di vista caratteriale. Purtroppo, ancora oggi, mi giudicano molto perché preferisco questo genere musicale agli altri, ma sinceramente, oltre a fregarmi delle opinioni altrui, il kpop mi piace molto perchè è un genere che, oltre a incorporarne altri, riesce a dare e a trasmettere quel qualcosa in più rispetto alle canzoni occidentali
Lorenzo, anni 22

La loro musica mi aiuta nei momenti di tristezza, mia mamma è morta nel 2017 e penso che se avessi conosciuto i BTS all’epoca mi avrebbero aiutato a superare il lutto (cosa che ho superato tirando fuori una grinta che non sapevo di avere, però sono convinta che il conforto in più della loro musica mi avrebbe aiutato parecchio). Ascoltare la loro musica, vedere i loro programmi di intrattenimento o le loro live, collezionare merch sono tutte cose che mi rallegrano le giornate. Ci tengo a precisare che ovviamente ho tante altre cose per cui essere felice e che mi aiutano a vivere bene ancor più dei BTS, ma l’argomento è questo e sono convinta che seguirli mi faccia bene al cuore. Un’altra nota positiva è che mi sono interessata alla cultura coreana, specialmente alla cucina, ho iniziato a sperimentare con ramyon istantanei, kimchi e gochujang, adoro il piccante! Ho sempre amato il Giappone, ci ho fatto il viaggio di nozze, ma non mi ero mai interessata alla Corea… Se potessi ci farei volentieri un viaggio.”
Chiara, 34 anni

“Io non ricordo con precisione quando ho iniziato ad amare il K-Pop, so solo che in un periodo abbastanza triste della mia vita, conoscere questo genere musicale è stato una boccata d’aria fresca. Vedere tutti i live e le performance degli artisti mi rallegrava le giornate e le rallegra tutt’ora. Io faccio mille cose nella mia vita, e in alcuni momenti riconosco di aver proprio bisogno di ritagliarmi un’ora per me e con la compagnia del K-Pop è tutto più facile. Seguire gli idols coreani è diverso dal seguire un cantante occidentale: loro ti aiutano proprio a 360 gradi, non solo con la musica, ma anche con le loro azioni, ti ispirano a tirare fuori il meglio di te e a vivere la vita come viene. Chi li segue come un’ossessione sbaglia, ma seguire il k-pop genuinamente fa bene all’anima, ti fa crescere e ti aiuta veramente tanto nei momenti di difficoltà.”
Riccardo, 27 anni

Da fan posso dire che seguire uno o piú gruppi K-Pop ti porta inevitabilmente a farli entrare nella tua vita, ad affezionarti a quei gruppi e quegli artisti come difficilmente può succedere in altri tipi di fandom. 
Da artista posso testimoniare di essermi arricchita tantissimo dal momento in cui ho iniziato a capire tutto ció che é l’intrattenimento Kpop. 
Da ballerina ho iniziato a ballare coreografie Kpop e ho riportato un cambiamento e miglioramento nelle mie performance anche di danza moderna, contemporanea e hip hop. Ero una persona timidissima e mi vergognavo ma la passione per questo mondo mi ha aiutata. Il Kpop mi ha fatto crescere negli ultimi anni, e mi ha avvicinato a persone che non avrei pensato potessero avere qualcosa in comune con me. É una comunità bellissima.
Silvana, 21 anni

“Il K-Pop è stato qualcosa che ho scoperto per caso ma che mi ha fatto compagnia nei momenti della quarantena qui in Italia, dal primo lockdown. Il K-Pop mi ha fatto scoprire una cultura abbastanza differente dalla nostra e per questo spero di non allontanarmici mai! Inoltre, il K-Pop (insieme ai K-Drama) sono stati la mia prima VERA passione, che in 22 anni non avevo mai avuto!
Rachel – @mondo_coreano 22 anni

“Questa passione mi ha permesso di rafforzare il rapporto con mia figlia adolescente, parliamo, ridiamo e cantiamo accompagnate dai nostri gruppi preferiti”
Cristina, 41 anni

“All’inizio questo genere di musica mi aiutava a rilassarmi dopo giornate pesanti di stress, ma al tempo conoscevo solo i BTS e le BLACKPINK, che mi hanno aiutato per poco.
Ora come ora, posso dire che il kpop mi ha quasi salvato la vita. Può sembrare esagerata come frase, lo so. Eppure quando sono stata malissimo, quando ho toccato il fondo, ho trovato un gruppo (gli “Stray Kids”) che con semplici frasi o testi delle loro canzoni, riuscivano a capirmi e lentamente sono riuscita a scalare il monte dei miei dubbi, delle mie ansie e dei miei problemi e sono arrivata in alto con un sorriso sulle labbra.
Sono affezionata a questo gruppo, ma anche il kpop, perché mi ha fatto conoscere persone come me e grazie a questi ho potuto finalmente farmi degli amici. Non sono mai stata brava nel creare i rapporti con le persone, ma da quando seguo il kpop è tutto diventato più facile.
Ora sono maggiorenne, però credo che il kpop non sia una “fase” come dicono spesso gli adulti, ma credo che sia qualcosa che ti rimane dentro e che tira il meglio di te.”
Delia, 18 anni

Come si può vedere da questi speciali racconti, essere fan del K-Pop, nonostante tutti i preguidizi che circolano a riguardo, è senza età e senza vincoli di genere. Il K-Pop può piacere a una ragazzina come a un papà ed è giusto così, perchè l’arte non ha genere né età e sopratutto per ogni persona ha un significato differente.

In quasi tutti i racconti che ci sono arrivati però è emersa una bellissima costante ovvero che tramite la scoperta del K-Pop vi è anche la scoperta e/o ritrovamento di sé stessi. Spesso il K-Pop e soprattutto gli Idol, con il loro esempio di tenacia e hardworking per raggiungere i loro obiettivi e la condivisione delle loro passioni, stimolano l’ascoltatore a fare lo stesso ovvero di seguire le proprie passioni e hobby senza paura di essere giudicati.

E, a proposito di essere giudicati, è triste come molto spesso oggi chiunque ascolti questo genere musicale, si debba quasi sempre giustificare, specificando che nella vita ha altri interessi e che non vive questa passione della musica K-Pop come un’ossessione. Non è giusto e non è normale che ancora nel 2022 la passione per la musica e per un determinato gruppo musicale, venga visto come un qualcosa di sbagliato e strano se non sei più un adolescente.

Speriamo che questo articolo possa servire come prova, per aprire gli occhi a chi ancora oggi associa questo tipo di musica solo a una determinata categoria di persona e che stimoli sempre più persone a farsi un regalo, ovvero quello di aprire i propri orizzonti uscendo dalla propria comfort zone.

Noi di Persi in Corea vi ringraziamo per il calore ricevuto e per tutte le bellissime testimonianze che ci avete mandato! 

Articolo a cura di Eleonora Bruno e Giulia Lansarotti


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1 Comment

  • Simone, 11 March 2022 @ 10:48 PM

    🤍🤍🤍

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